Cile

L’elezione della candidata della Concertacíon (coalizione di centro-sinistra al Governo da 16 anni) Michelle Bachelet, a Presidente della Repubblica e le prime misure che il nuovo Esecutivo ha intrapreso in campo economico offrono un ulteriore segnale della stabilità del quadro istituzionale ed economico cileno e dell’apertura del Paese ai mercati internazionali.
Con l’entrata in vigore di numerosi accordi di libero scambio (tra i principali, quelli con Stati Uniti, Cina, Canada, Messico, Corea del Sud, nonché l’Associazione alla UE), il Cile si propone agli imprenditori stranieri come piattaforma di investimenti e di servizi, da cui raggiungere le principali aree economiche e commerciali.

La favorevole congiuntura economica, determinata sia dalla stabilità economica del Paese sia dalla costante crescita delle principali economie asiatiche, la cui domanda di materie prime cilene (in primis, rame e molibdeno) è aumentata in misura esponenziale, nonchè dal buon andamento dell’economia dei Paesi limitrofi (Argentina, Brasile, Perù) e nordamericani (Canada e Stati Uniti), offre inoltre una buona opportunità per ampliare le riforme strutturali, ed in particolare, quelle intese a favorire lo sviluppo di PMI, a promuovere la flessibilità dell’occupazione e la partecipazione di tutti i gruppi sociali al mercato del lavoro.

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