I dati ufficiali relativi ai risultati macroeconomici del primo semestre 2007 confermano il buon andamento dell’economia, pur se si accentuano criticità già emerse nel 2006. Dopo il risultato record dello scorso anno (+6.1%), la crescita del PIL rimane vigorosa al +6.4%, un livello notevolmente superiore alla media europea. Il valore del PIL ammonta a 12,513 mln. di euro, pari a 1.625,3 euro pro capite.

Per il primo semestre dell’anno i servizi mantengono il peso primario nella struttura economica: 61.0%, seguiti dall’industria, 33.4%, e dall’agricoltura, 5.6%. Nel comparto dell’industria si rileva il tasso di crescita più elevato (+9.1%). La crescita nei servizi è dell’ 8.8%, mentre il settore agricolo segna un calo del 2,3%. Sul lato della domanda, la crescita del PIL viene sostenuta soprattutto dalla dinamicità dei consumi interni: +6,8% nei primi sei mesi del 2007.
Gli investimenti in conto capitale registrano un aumento del 29,6% rispetto al primo semestre del 2006 e rappresentano il 29% del PIL. Tali investimenti sono soprattutto realizzati dal settore privato nell’industria manifatturiera, nei settori edile, turistico-alberghiero e finanziario. Il saldo commerciale continua a presentare un disavanzo ed è pari al 24,2% del PIL per il periodo esaminato.
Le restrizioni all’aumento del credito imposte dalla Banca Centrale sono riuscite a contenere la crescita dei mutui, mentre hanno avuto un impatto più limitato in termini di riduzione del disavanzo esterno, perché le imprese ricorrono sempre di più ad altre fonti di finanziamento, tra cui il leasing ed i prestiti esteri diretti.
Il deficit delle partite correnti (causato principalmente dall’indebitamento del settore privato) desta rinnovate preoccupazioni sulla vulnerabilità esterna dell’economia bulgara e sulla sostenibilità del currency board: a giugno 2007 era pari al 10,9% del PIL ed è atteso oltre il 18% per fine anno. A fine 2006, il deficit delle partite correnti si era assestato al 15,8%, ma in un contesto macroeconomico estremamente positivo, in cui il deficit - dovuto in larga parte al saldo commerciale negativo - fu largamente ripianato dal volume degli investimenti esteri diretti, che hanno superato i 4 mld di Euro.
L’andamento a giugno 2007 può far prevedere un assestamento negli stessi termini per la fine dell’anno. Gli investimenti diretti esteri per i primi sei mesi, infatti, superano di circa il 5% il medesimo dato del 2006, raggiungendo oltre 2 mld di euro, mentre il saldo commerciale permane negativo. Su quest’ultimo punto, serve sottolineare in positivo che l’interscambio Bulgaria-resto del mondo, e Bulgaria-Unione Europea è in rapida
crescita, con un significativo aumento percentuale delle esportazioni.