Federazione Russa: positivo il primo quadrimestre 2008

La situazione politico-istituzionale
L’elezione popolare diretta di Dmitri Medvedev ha confermato una situazione di stabilità e continuità politica. Il nuovo Presidente della Federazione russa ha subito designato come primo ministro Vladimir Putin il quale ha:
  • mantenuto nel nuovo governo buona parte dei precedenti ministri; 
  • istituito un “Presidium” del Consiglio dei Ministri, ristretto ai vicepremier e ai ministri chiave, in modo da gestire con maggiore rapidità ed efficienza l’attività governativa.

Risulta oggi ridimensionata l’influenza dei personaggi politici più conservatori provenienti dai servizi segreti e dalla polizia che stanno per essere sostituiti da funzionari più giovani e più in sintonia con la nuova presidenza.

Significativa la scelta delle prime visite ufficiali di Medvedev: 

  • da un lato Cina e Kazakhstan, quasi a voler sottolineare l’importanza della direttrice asiatica del suo paese
  • dall’altro la Germania per ribadire la volontà di mantenere ottimi rapporti con l’Unione Europea.

Il premier Putin ha varato il 20 maggio un importante programma di infrastrutture denominato “Dello sviluppo dei trasporti in Russia fino al 2015” con investimenti previsti per 570 miliardi di dollari. Questo piano, finanziato per il 35% dal bilancio federale, per il 5% dai bilanci regionali, ma in gran parte da capitali privati, prevede la costruzione di:

  • 17.000 km. di strade
  • 3.000 km. di ferrovie
  • più di 100 nuove piste per aeroporti.

Il presidente Medvedev si è invece concentrato sulla lotta contro la corruzione e sul miglioramento del sistema giudiziario, il cui buon funzionamento è essenziale per la tutela dei diritti di proprietà e della libera imprenditoria, in particolare nell’ambito delle piccole e medie imprese, per le quali sono previste nei prossimi mesi nuove misure di sostegno e agevolazioni fiscali.

Per quanto riguarda l’ingresso della Russia nella WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio), un accordo di massima era stato raggiunto a novembre 2006 con gli Stati Uniti. Nel 2007-2008 sono proseguiti i negoziati sugli ultimi aspetti da risolvere, come i sussidi all’agricoltura, i dazi sull’export di legname russo, oltre agli accordi di liberalizzazione in campo energetico, mentre un altro ostacolo sono le relazioni politiche tese tra Russia e Georgia. Le previsioni attuali sono che la Russia possa accedere al WTO, probabilmente verso fine 2008 o nella prima metà del 2009.
Nel luglio 2006, Fitch aveva aumentato il rating sovrano russo da BBB a BBB+, sempre con outlook “stabile”, che condivide tuttora con Standard & Poors.
Il rating di Moody’s è stato invece elevato da Baa2/stabile a “favorevole” dopo l’elezione del nuovo presidente Dmitri Medvedev.

L’economia russa nel 2007-2008
Tra le grandi economie mondiali emergenti, la Russia è da circa sette anni al terzo posto come dinamica di sviluppo, dopo Cina e India.
L’economia russa ha continuato a godere di una congiuntura estremamente favorevole sul mercato mondiale del greggio e del gas, e ha risentito in modo marginale della crisi finanziaria mondiale della seconda metà del 2007, provocata dall’esplosione della bolla del mercato ipotecario dei “subprime” negli Stati Uniti. 

  • Nel 2006 Il Pil russo è aumentato del 7,4% e nel 2007 dell’8,1%. Nei primi quattro mesi del 2008 rispetto ai quattro mesi del 2007 la crescita ha raggiunto l’8%.
  • La produzione industriale dal 3,9% del 2006 è salita al 6,3% nel 2007 e nei primi quattro mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, ha registrato un +6,9%.
  • Gli investimenti interni cresciuti del 21,1% nel 2007, sono continuati a crescere nei primi 4 mesi del 2008 rispetto ai primi 4 mesi del 2007 (+20,3%). L’edilizia generale è aumentata del 18,2%, quella abitativa di oltre il 19%. 
  • I redditi reali nel 2007 sono aumentati del 10,4%, mentre nei primi 4 mesi del 2008 sono ulteriormente cresciuti dell’11,8%.
  • I consumi (commercio al minuto) nel 2007 sono cresciuti del 15,2% e nei primi 4 mesi del 2008, rispetto ai primi quattro mesi del 2007, sono aumentati ancora del 15,6% confermando una domanda crescente di prodotti di maggiore qualità, provenienti soprattutto dall’importazione.
  • L’inflazione (indice dei prezzi al consumo) a dicembre 2007 rispetto a dicembre 2006 è stata dell’11,9%. Le tendenze inflazionistiche, favorite dalla continua rivalutazione del rublo sul dollaro e dal notevole aumento delle spese statali nell’ultimo trimestre, per motivi sociali ed elettorali, sono sfuggite al controllo del governo. Nei primi quattro mesi del 2008 l’inflazione è stata del 7,7%, e si prevede che arrivi fino al 13% a dicembre, ma che raggiunga livelli più ragionevoli nel 2009.

Tra i fattori negativi da segnalare il netto squilibrio dinamico tra il settore manufatturiero e quello delle materie prime che è passato da tassi di crescita del 7-9% del 2004, all’1,3% nel 2005, al 2,3% nel 2006 all’1,9% nel 2007.
La Russia, pur rimanendo il maggior produttore mondiale di gas naturale e ai primi posti come produttore di petrolio, tenendo conto dei suoi impegni all’esportazione, ma anche della crescente domanda interna, rischia un deficit energetico, qualora non investa adeguatamente ed in tempi accelerati, sia nella prospezione, sia nello sviluppo dei suoi grandi nuovi giacimenti, che si trovano però in regioni climaticamente difficili (come la penisola di Yamal nell’Artico siberiano) e in pratica quasi prive delle infrastrutture necessarie.

Produzione settoriale
Nel 2007 la produzione industriale è aumentata del 6,3% rispetto al 2006 che aveva registrato +3,9% sul 2005.

L’industria manifatturiera globalmente ha registrato un incremento del 9,3% rispetto al 2006. Tra i settori più dinamici:

  • gomma e plastica (+23,0%) che nel 2006 era già aumentata del 11,7%
  • metallurgico (+19,3%)
  • mezzi di trasporto (+15,9%)
  • materiale elettrico e elettronico (+12,8%)
  • altri prodotti minerali non metallici (+10,8%).

Sotto la media gli aumenti dei settori

  • legno (+6,2%)
  • alimentare (+6,1%)
  • prodotti petroliferi (+2,7%).

In lieve flessione rispetto al 2006 sono la produzione di pelle e pelletterie (-0,1%) e quella di tessuti (-0,3%).

Nei primi 4 mesi del 2008 la produzione industriale è aumentata del 6,9%; al suo interno l’industria manifatturiera ha avuto un aumento del 10,2%; il maggiore aumento lo hanno registrato le materie plastiche (+34,3%), i macchinari e impianti (+24,3%), i mezzi di trasporto (+17,6%) e la lavorazione del legno e suoi prodotti (+14,8%).
L’industria metallurgica ha avuto un aumento del 9,8%, quella delle pelletterie e calzature del 7,5%; mentre inferiore alla media è stato l’incremento nella produzione di alimentari (+6,1%), dell’industria chimica (+3,7%), del carbon coke e di prodotti petrolchimici (+3,6%) e di tessili e abbigliamento.
In negativo solo la produzione di elettrotecnica, elettronica e ottica (apparecchi televisivi e radio, macchine e materiale elettrico -9,1%, apparecchiature mediche -5,5%). All’interno di questa voce la produzione di informatica per uffici ha però registrato un aumento del 66,1%.

L’estrazione e lavorazione di materie prime ha un andamento sempre più ridotto e nei primi 4 mesi 2008  è aumentata solo dello 0,6%, mentre la produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua è salita da -0,2% nel 2007 a +4,5% nei primi quattro mesi 2008.

Investimenti esteri
Nel 2007 gli investimenti stranieri sono più che raddoppiati rispetto al 2006 e hanno raggiunto i 120,9 miliardi di dollari (di questi gli investimenti diretti sono stati 27,7 miliardi, il doppio del 2006).

Ma nel primo trimestre 2008 gli investimenti stranieri sono stati pari a 17,255 miliardi di dollari (-29,9% rispetto al I trimestre 2007)

La tendenza alla crescita, malgrado il rallentamento registrato nel primo trimestre di quest’anno è destinata a continuare.

Il Cremlino sta inoltre precisando i settori definiti strategici per gli investimenti, ovvero in cui il capitale straniero non potrebbe superare di norma il 25%, salvo una specifica autorizzazione del Governo russo, accordata caso per caso. Il nuovo Presidente Medvedev ha preannunciato ai primi di giugno una possibile riduzione del numero dei settori ritenuti “strategici”.

Sono sei le nuove Zone economiche speciali, con particolari agevolazioni fiscali per gli investitori russi e stranieri:

  • quattro tecnoparchi (Zelinograd e Dubna vicino a Mosca, Tomsk in Siberia e San Pietroburgo
  • due zone produttive industriali a Lipetzk e a Yelabuga, in Tatarstan.

Le procedure burocratiche e amministrative, in particolare per gli investitori stranieri, rimangono talvolta ancora troppo lente e faticose, tanto a livello di autorità locali che federali, ma vi sono comunque specifici sforzi di miglioramento.

Dal 1 luglio 2006, le autorità russe hanno abolito tutte le limitazioni e licenze o permessi necessari per l’esportazione o importazione di capitali da e per la Russia ad opera di persone fisiche e giuridiche.  Tale misura è un passo decisivo verso la piena convertibilità del rublo, anche se quest’ultima non potrà completarsi se non dopo un deciso rafforzamento del sistema bancario russo, che rimane ancora troppo debole rispetto agli standard internazionali.

Consumi, redditi e classe media
Il mercato dei beni di consumo russo è oggi uno dei più dinamici al mondo, con aumenti sui 70-89 miliardi di dollari all’anno.

A partire dal 2003-2004, si sta sviluppando un'importante tendenza, ovvero l’allargamento crescente del benessere anche alla classe medio-bassa, con l’avvio di un vero e proprio “mercato di massa”, che coprirebbe già oggi fino al 40% della popolazione russa, ovvero almeno 57 milioni di persone su oltre 142 milioni.
Tra gli obiettivi enunciati da Vladimir Putin nel suo ultimo messaggio presidenziale di primavera per lo sviluppo della Russia al 2020, c’è l’aumento dell’incidenza percentuale della classe media fino al 50-60% della popolazione.

Nel 2006 il mercato dei beni di consumo in Russia era di 331,9 miliardi di dollari, e nel 2007 è aumentato ancora in dollari del 27% (+89,9 miliardi di dollari) raggiungendo i 421,8 miliardi di dollari di cui i beni di consumo durevole costituiscono il 54,6%, cioè 230,9 miliardi di dollari.

Nei primi 4 mesi del 2008 il mercato dei beni di consumo è stato pari a 3.989,5 miliardi di dollari (+15,6%). Di questi i beni durevoli sono stati il 54,6% e hanno raggiunto i 91 miliardi di dollari; mentre i prodotti alimentari sono stati pari a 75,6 miliardi di dollari, con un'incidenza sul totale del 45,3 percento.

Commercio estero
Nel 2007 le esportazioni russe sono aumentate in valore del 17,1%, raggiungendo i 352,4 miliardi di dollari, mentre le importazioni con un aumento record del 44,9% sono salite fino a 199,7 miliardi di dollari, con un attivo della bilancia commerciale di 152,7 miliardi di dollari, ma con una diminuzione di 10,6 miliardi rispetto ai 163,4 miliardi di attivo nel 2006.

L’import da tutti i paesi eccetto l’area Csi, è cresciuto del 47,2%, fino a 169,8 miliardi, mentre quello dai paesi Csi è aumentato del 33,3%, fino a 29,8 miliardi di dollari.
L’interscambio complessivo è stato di 552,1 miliardi di dollari, con un aumento del 25,7% sul 2006.

Nei primi 4 mesi del 2008 l’interscambio complessivo è stato di 227,184 miliardi di dollari (+51,0%), di cui le esportazioni sono state di 148,677 miliardi di dollari (+53,5%) e le importazioni di 78,506 miliardi di dollari (+49,9%) e il saldo attivo è stato di 70,170 miliardi di dollari.

Il boom economico-industriale e dei consumi provoca una forte crescita delle importazioni di:

  • macchine e impianti per l’ammodernamento produttivo
  • beni di consumo di qualità per l’aumento del potere di acquisto della classe media.

ll commercio tra Italia e Russia
Nel 2005 le esportazioni italiane in Russia sono cresciute del 22,4% arrivando a 6.075 milioni di euro, anche l’import ha registrato un aumento del 20,5% arrivando a 11.704 milioni di euro.

Tale andamento è continuato nel 2006, quando l’export italiano è aumentato del 25,7% rispetto al 2005, raggiungendo i 7.639 milioni di euro, mentre l’import è cresciuto del 16,1%, specie per la dipendenza energetica dell’Italia, fino a 13.591 milioni di euro. 

Nel 2007 l’export italiano è ulteriormente aumentato rispetto al 2006 del 25,3%, raggiungendo 9.577 milioni di euro, mentre l’import è salito a 14.354 milioni di euro (+5,6%). L’interscambio del 2007 è stato quindi pari a 23.931 milioni di euro, cioè il 12,7% in più che nel 2006, mentre il saldo, sempre negativo, di 4.777 milioni di euro è stato comunque inferiore del 19,7% a quello del 2006.

Nei primi quattro mesi del 2008 l’interscambio tra Italia e Russia è stato pari a 8.810 milioni di euro, di cui le importazioni italiane sono state pari a 5.387 milioni di euro e le esportazioni italiane sono state pari a 3.423 milioni di euro; il disavanzo è stato quindi di – 1.964 milioni di euro.
Rispetto ai primi quattro mesi del 2007 l’interscambio è aumentato del 16,8%, di cui le importazioni sono cresciute dell’11,2% e le esportazioni dell’Italia in Russia sono aumentate del 26,7%, il disavanzo è diminuito invece dell’8,3%.

Per quanto riguarda la struttura delle nostre esportazioni, la prevalenza va sempre ai macchinari e impianti, seguiti dai mobili e poi dall’abbigliamento, mentre le esportazioni di prodotti alimentari, in primo luogo vini, occupano una quota ancora relativamente modesta, e suscettibile di notevoli miglioramenti, peraltro già parzialmente in corso.

La maggiore incidenza sulle esportazioni italiane in Russia nei primi quattro mesi del 2008 l’hanno avuta:

  • macchine ed apparecchi meccanici (1,042 miliardi di euro, il 30,9% sul totale)
  • prodotti dell'industria tessile e abbigliamento (571,2 milioni di euro e il 16,7%)
  • cuoio e prodotti in cuoio con un'incidenza dell’8,6%
  • mobili con 260,8 milioni di euro e il 7,6% del totale.

Sopra i duecento milioni di euro sono anche le voci metalli e prodotti in metallo (6,3%) e gli apparecchi elettrici e di precisione (5,9%).
Tra i 180 e i 100 milioni di euro sono le esportazioni di prodotti chimici (5,3% sul totale), di mezzi di trasporto (4,7%), di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (3,1%) e di prodotti alimentari (3,0%).

Undicesima voce è quella di articoli in gomma e materia plastica con 80,3 milioni di euro, seguita, ma a distanza, da quella di carta e prodotti di carta, stampa ed editoria con 48,3 milioni di euro e dai prodotti agricoli con 44,4 milioni di euro. Ultima voce è quella del legno e prodotti in legno (esclusi i mobili) con 28,8 milioni di euro ed un'incidenza dello 0,8%.

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Ufficio di Mosca - Promos

In collaborazione con D&E, Diritto & Economia in Russia e Csi Centro Studi di Mosca.