Secondo i dati dell’Office of National Statistics, nel 2006 il PIL del Regno Unito è aumentato del 2,7%, risultato nettamente superiore a quello dell’anno precedente (+1,9%). La ripresa della crescita ha interessato i principali settori produttivi: i servizi finanziari e professionali, la grande distribuzione, l’industria manifatturiera ed il settore delle costruzioni. In aumento anche i consumi delle famiglie -seppure con tasso inferiore alla crescita del PIL (2%)- e gli investimenti privati, che restano peraltro attestati su livelli storicamente bassi in rapporto al PIL (0,5%).
Nel primo semestre 2007, il PIL è aumentato complessivamente dell’1,5%. Le previsioni di crescita del Governo per l’intero 2007 si collocano tra il 2,75% ed il 3,25% e tra il 2,5% ed il 3% per i successivi due anni. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, l’aumento del PIL dovrebbe ammontare a circa il 2,75% sia nel 2007 che nel 2008, mentre le stime degli istituti privati indipendenti appaiono piu’ prudenti (2,5% nel 2007 e 2,8% nel 2008).
In linea generale, si prevede peraltro che la crescita dei consumi subisca una correzione nel corso del 2007, a causa dell’atteso “raffreddamento” del mercato immobiliare, legato al rialzo dei tassi di interesse, dell’elevato livello di indebitamento dei consumatori, di un tendenziale aumento della disoccupazione e della conseguente probabile diminuzione del reddito disponibile delle famiglie. Gli effetti della turbolenza finanziaria internazionale, che anno portato nell’agosto-settembre 2007 alla crisi dell’istituto di credito immobiliare Northern Rock, potrebbero fornire un’ulteriore spinta in questa direzione, determinando un tasso finale di crescita dell’economia inferiore alle aspettative originarie.
Anche per la spesa pubblica, tuttora attestata su livelli elevati, si prevede un parziale rallentamento, con la rilevante eccezione dei programmi connessi alla preparazione delle Olimpiadi di Londra del 2012.