Tra i Paesi più popolosi del Medioriente, con una popolazione di circa 70 milioni di abitanti, secondo produttore petrolifero OPEC con circa il 10% delle riserve mondiali di greggio, secondo Paese al mondo per riserve di gas naturale, l’Iran ha conosciuto dal 2000 ad oggi, principalmente grazie al forte rialzo del prezzo del greggio, tassi medi di crescita del PIL del 5%.

Lo Stato rimane il principale protagonista di un’economia le cui performance continuano ad essere sensibilmente influenzate dall’andamento dei prezzi internazionali del petrolio, principale voce dell’esportazione (circa l’80% del valore totale) nonché la maggiore fonte di finanziamento del fabbisogno pubblico. Nell’ultimo decennio, il contributo dell’industria petrolifera alla formazione del PIL e’ stato del 10-20 % anche come risultato degli obiettivi del Governo di diversificare l’economia.
E’ opinione diffusa che il quadro economico iraniano si stia decisamente deteriorando, principalmente per via di una mediocre gestione dell’economia ed in secondo luogo per l’impatto via via crescente delle sanzioni decise in ambito Nazioni Unite con le risoluzioni 1737 e 1746.
La vittoria di Ahmadinejad nelle elezioni presidenziali del giugno 2005 ha segnato l’ascesa di una delle componenti piu’ radicali dei conservatori, impegnata negli ultimi otto anni a ristabilire la propria supremazia sulla scena politica dopo l’avvento del “moderato” Khatami. L’impatto sul quadro economico dei primi due anni del mandato presidenziale di Ahmadinejad e’ lungi dall’essere positivo: la situazione economica si e’ decisamente deteriorata, sia per l’effetto di politiche economiche ondivaghe e controproducenti, sia per l’impatto delle sanzioni applicate all’Iran per via del suo programma nucleare. Il Paese non ha fatto registrare significativi progressi nell’attuazione delle riforme economiche fondamentali che rappresentavano la vera grande sfida dell’assetto politico successivo alle elezioni. Al contrario una serie di indicatori testimoniano di un peggioramento della situazione economica: elevata inflazione, alto tasso di disoccupazione, basso livello di investimenti esteri, scarsa efficienza del sistema bancario ed una domanda interna surriscaldata da una eccessiva crescita della liquidità e da un generoso sistema di sovvenzioni.